📅 Le tre date
Settembre 2026 — i sabati evidenziati, dalle 16:00 alle 17:30:
Valsugana RugbySettembre 2026 — i sabati evidenziati, dalle 16:00 alle 17:30:
Un sabato pomeriggio ad Altichiero, dalle 16:00 alle 17:30, senza prenotazione e senza impegno: si viene, si guarda, si prova. È il modo più semplice per capire se il rugby — e il Valsu — fanno per la vostra famiglia.
Per i bambini dai 3 anni in su: il telone paracadute arcobaleno, i palloni size 3 (piccoli, morbidi, giusti per le loro mani) e i percorsi con conetti e materassoni. Educatori dedicati, ritmo da gioco, zero pressione.
Negli stessi orari le nostre squadre si allenano: vedrete il rugby com’è davvero, dai piccoli del minirugby ai grandi. È il momento migliore per capire l’ambiente — e per i bambini, per farsi venire voglia.
Staff e dirigenti sono in campo apposta per voi: fate tutte le domande che volete — quote, orari, categorie, com’è organizzata la stagione. E la club house è aperta: molti si fermano a chiacchierare con gli altri genitori.
Chi vuole entra in campo: bastano vestiti comodi e scarpe da ginnastica. Chi preferisce guardare, guarda — si può tornare il sabato dopo, le date sono tre proprio per questo.
Il rugby è tra gli sport più consigliati da educatori e pediatri sportivi per l’età 4–12: allena tutto il corpo e, insieme, una serie di cose che non si vedono ma restano per la vita. Al Valsugana ogni gruppo è seguito da educatori formati FIR, aggiornati ogni anno.
Correre, saltare, rotolare, cambiare direzione, afferrare: il minirugby è un multisport naturale, sviluppa gli schemi motori di base meglio di quasi ogni altra attività — la palla ovale, che rimbalza imprevedibile, allena coordinazione e riflessi.
Il contatto arriva per gradi e con regole precise, mai all’improvviso. Imparare a non avere paura — della palla, del prato, degli altri — costruisce autostima e resilienza che i bambini si portano a scuola e nella vita.
Nel minirugby giocano tutti: non esistono panchinari, e nessuna azione riesce da soli. È lo sport dove il talento serve alla squadra, non a sé stessi — e per questo il rugby, per cultura, non conosce bullismo.
Alto, minuto, robusto, velocissimo: nel rugby ogni corpo ha un ruolo in campo. Nessun bambino è “sbagliato” per questo sport — ed è spesso qui che chi non si è trovato in altri sport si sente finalmente a casa.
L’arbitro non si discute, l’avversario si applaude e a fine partita si fa il terzo tempo: la merenda insieme a chi hai appena affrontato. Non è retorica — è una regola del gioco, e i bambini la assorbono in fretta.
Nel rugby di base non ci sono classifiche che contano: l’obiettivo degli educatori non è vincere ma far crescere. Si torna a casa stanchi, sporchi d’erba e felici — che è esattamente il punto.
No: l’ingresso è libero. Venite quando volete tra le 16:00 e le 17:30, anche solo per dare un’occhiata. Se ci avvisate col modulo o via mail ci fa piacere, ma non serve.
Dai 3 anni in su: si parte da Prime Mete (i piccolissimi, con giochi dedicati) e si arriva fino alle categorie juniores. Anche gli adulti curiosi sono benvenuti — il Valsu ha squadre per tutte le età.
Agli Open Days si gioca senza contatto: percorsi, giochi, palloni morbidi. Nel minirugby il contatto viene introdotto per gradi, con regole per ogni età e educatori formati dalla Federazione.
Niente di particolare: vestiti comodi e scarpe da ginnastica se vostro figlio vuole provare. Tutto il materiale — palloni, conetti, teloni — lo mettiamo noi.
Assolutamente sì: tanti bambini il primo sabato guardano e il secondo entrano in campo. Per questo le date sono tre: 12, 19 e 26 settembre.
Se il rugby conquista vostro figlio, lo staff vi spiega tutto su iscrizioni e orari della sua categoria — con calma, in segreteria, senza nessuna fretta di decidere il giorno stesso.
Sabato 12 · 19 · 26 settembre, dalle 16:00 alle 17:30 — Centro Sportivo Valsugana, Via Querini 7/D, Padova.
📅 Salva la prima dataTre pomeriggi di settembre, il campo aperto a tutti, zero impegno. Venite a vedere com’è fatta la casa del rugby giovanile di Padova — e se vostro figlio vuole, entra in campo.
Lo sappiamo perché ci siamo passati anche noi: settembre arriva, e con lui la domanda — quale sport quest’anno? Le informazioni si cercano online, ma la risposta vera si trova solo in un posto: a bordo campo, guardando vostro figlio giocare.
Gli Open Days sono esattamente questo: tre sabati pomeriggio in cui il Centro Sportivo Valsugana apre i cancelli a tutti. Non c’è niente da prenotare e niente da firmare — si viene, si guarda, si prova, si fanno domande. E se alla fine il rugby non fa per voi, ci sarà comunque valsa la pena di passare un pomeriggio all’aria aperta.

Per i bambini dai 3 anni in su prepariamo un angolo tutto loro: il telone paracadute arcobaleno, i percorsi con conetti e materassoni, i palloni size 3 e quelli in gommapiuma — piccoli e morbidi, fatti per le loro mani.
E soprattutto tante attività pensate per coinvolgere: fantasia, staffette e giochi di squadra anche per i più piccoli. Educatori dedicati, ritmo da gioco, nessuna pressione: qui il rugby comincia come deve cominciare. Giocando.

Negli stessi orari i più grandi si allenano nei campi accanto: chi già giocava riprende il ritmo della stagione, mentre i nuovi vengono inseriti in veri allenamenti di prova, per vedere da dentro come funziona — il gruppo, gli educatori, il gioco.
Bastano vestiti comodi e scarpe da ginnastica. Chi preferisce guardare, guarda — si torna il sabato dopo. Il modo più onesto di capire un ambiente è viverlo.

Mentre i bambini giocano, voi avete il tempo che serve: lo staff e i dirigenti sono lì apposta per rispondere a tutte le domande — quote, orari, categorie, com’è organizzata una stagione.
La club house è aperta, il caffè pure. E spesso la risposta più utile arriva dagli altri genitori, quelli che l’anno scorso erano al posto vostro.
“Il rugby è uno sport per tutti.
Nessuno guarda dalla panchina.”
Correre, saltare, rotolare, cambiare direzione, afferrare una palla che rimbalza come vuole lei: il minirugby è un multisport naturale, tra le attività più complete per l’età 4–12. E il contatto — che arriva solo per gradi, con regole precise e mai all’improvviso — insegna una cosa che nessun altro sport insegna così bene: a non avere paura. È da lì che passano l’autostima e la resilienza che i bambini si portano a scuola e nella vita.
Alto, minuto, robusto, velocissimo: nel rugby ogni fisicità ha un ruolo, e chi non si è trovato in altri sport qui spesso si sente finalmente a casa. Nel minirugby non esistono panchinari — giocano tutti, sempre — e nessuna azione riesce da soli: il talento serve alla squadra, non a sé stessi. È anche per questo che il rugby, per cultura, non conosce bullismo.
L’arbitro non si discute, l’avversario si applaude, e a fine partita c’è il terzo tempo: la merenda insieme a chi hai appena affrontato. Non è retorica, è una regola del gioco. Aggiungeteci che nel rugby di base non ci sono classifiche che contano — l’obiettivo dei nostri educatori, formati FIR e aggiornati ogni anno, non è vincere: è far crescere. Si torna a casa stanchi, sporchi d’erba e felici. Che è esattamente il punto.
No: l’ingresso è libero. Venite quando volete tra le 16:00 e le 17:30, anche solo per dare un’occhiata.
Agli Open Days si gioca senza contatto: percorsi, giochi, palloni morbidi. Nel minirugby il contatto viene introdotto per gradi, con regole per ogni età e educatori formati dalla Federazione.
Niente di particolare: vestiti comodi e scarpe da ginnastica se vostro figlio vuole provare. Tutto il materiale lo mettiamo noi.
Se il rugby conquista vostro figlio, lo staff vi spiega tutto su iscrizioni e orari — con calma, in segreteria, senza fretta di decidere il giorno stesso. E la prima settimana di settembre ci sono anche i Try Days, tre mattine gratuite di prova.
Tre pomeriggi di settembre, il campo aperto a tutti, zero impegno. E se vostro figlio vuole — entra in campo.
Lo sappiamo perché ci siamo passati anche noi: settembre arriva, e con lui la domanda — quale sport quest’anno? Le informazioni si cercano online, ma la risposta vera si trova solo in un posto: a bordo campo, guardando vostro figlio giocare.
Gli Open Days sono esattamente questo: tre sabati in cui il Centro Sportivo Valsugana apre i cancelli a tutti. Niente da prenotare, niente da firmare — si viene, si guarda, si prova, si fanno domande. E se il rugby non farà per voi, sarà comunque valsa la pena di passare un pomeriggio all’aria aperta.

Per i bambini dai 3 anni in su un angolo tutto loro: il telone paracadute arcobaleno, i percorsi con conetti e materassoni, i palloni size 3 e quelli in gommapiuma — piccoli e morbidi, fatti per le loro mani.
E soprattutto tante attività pensate per coinvolgere: fantasia, staffette e giochi di squadra anche per i più piccoli. Qui il rugby comincia come deve cominciare. Giocando.

Negli stessi orari i più grandi si allenano nei campi accanto: chi già giocava riprende il ritmo della stagione, mentre i nuovi vengono inseriti in veri allenamenti di prova, per vedere da dentro come funziona — il gruppo, gli educatori, il gioco.
Bastano vestiti comodi e scarpe da ginnastica. Chi preferisce guardare, guarda — si torna il sabato dopo. Il modo più onesto di capire un ambiente è viverlo.

Mentre i bambini giocano, voi avete il tempo che serve: staff e dirigenti sono in campo apposta per rispondere a tutte le domande — quote, orari, categorie, com’è organizzata una stagione.
La club house è aperta, il caffè pure. E spesso la risposta più utile arriva dagli altri genitori — quelli che l’anno scorso erano al posto vostro.
Nel rugby c’è un posto per tutti.
Per ogni fisico. Per ogni carattere.
Correre, saltare, rotolare, cambiare direzione, afferrare una palla che rimbalza come vuole lei: il minirugby è un multisport naturale, tra le attività più complete per l’età 4–12. E il contatto — che arriva solo per gradi, con regole precise — insegna una cosa che nessun altro sport insegna così bene: a non avere paura. È da lì che passano l’autostima e la resilienza che i bambini si portano a scuola e nella vita.
Alto, minuto, robusto, velocissimo: nel rugby ogni fisicità ha un ruolo, e chi non si è trovato in altri sport qui spesso si sente finalmente a casa. Nel minirugby non esistono panchinari — giocano tutti, sempre — e nessuna azione riesce da soli. È anche per questo che il rugby, per cultura, non conosce bullismo.
L’arbitro non si discute, l’avversario si applaude, e a fine partita c’è il terzo tempo: la merenda insieme a chi hai appena affrontato. Aggiungeteci che nel rugby di base non ci sono classifiche che contano — l’obiettivo dei nostri educatori, formati FIR, non è vincere: è far crescere. Si torna a casa stanchi, sporchi d’erba e felici. Che è esattamente il punto.
Il Valsugana è un club fatto di volontari: genitori, ex giocatori, educatori che ad Altichiero sono cresciuti e non se ne sono mai andati. Qui il terzo tempo non finisce col fischio finale: continua a bordo campo, in club house, nelle trasferte e nelle feste di squadra — e vale anche per i genitori, che tra una merenda e un torneo si ritrovano parte di una comunità.
Non lo diciamo noi: lo dicono le famiglie arrivate anni fa “solo per provare” — e che sono ancora qui, con il secondo figlio in campo e il primo che ormai allena. Venite a conoscerci: il resto lo fa il campo.
No: l’ingresso è libero. Venite quando volete tra le 16:00 e le 17:30, anche solo per dare un’occhiata.
Agli Open Days si gioca senza contatto: percorsi, giochi, palloni morbidi e in gommapiuma. Nel minirugby il contatto viene introdotto per gradi, con regole per ogni età e educatori formati dalla Federazione.
Niente di particolare: vestiti comodi e scarpe da ginnastica se vostro figlio vuole provare. Tutto il materiale lo mettiamo noi.
Se il rugby conquista vostro figlio, lo staff vi spiega tutto su iscrizioni e orari — con calma, in segreteria, senza fretta di decidere il giorno stesso. E la prima settimana di settembre ci sono anche i Try Days, tre mattine gratuite di prova.
Settembre arriva, e con lui la solita domanda: quale sport quest’anno? Le informazioni si cercano online, ma la risposta vera si trova in un posto solo: a bordo campo, guardando vostro figlio giocare.
Gli Open Days sono questo: tre sabati pomeriggio in cui il Centro Sportivo Valsugana apre i cancelli a tutti. Niente da prenotare, niente da firmare — si viene, si guarda, si prova, si fanno tutte le domande che volete. E se il rugby non farà per voi, sarà comunque valsa la pena di passare un pomeriggio all’aria aperta.
Per i vostri bambini, dai 3 anni in su, prepariamo un angolo tutto loro: il telone paracadute arcobaleno, i percorsi con conetti e materassoni, i palloni size 3 e quelli in gommapiuma — piccoli e morbidi, fatti per le loro mani. E soprattutto tante attività pensate per coinvolgere: fantasia, staffette e giochi di squadra anche per i più piccoli, con educatori dedicati e zero pressione.

Negli stessi orari i più grandi si allenano: chi già giocava riprende il ritmo della stagione, mentre i nuovi vengono inseriti in veri allenamenti di prova, per vedere da dentro come funziona — il gruppo, gli educatori, il gioco. Bastano vestiti comodi e scarpe da ginnastica. Chi preferisce guardare, guarda: si torna il sabato dopo.

Mentre i bambini giocano, voi avete il tempo che serve: staff e dirigenti sono lì apposta per rispondere a tutto — quote, orari, categorie, com’è fatta una stagione. La club house è aperta, il caffè pure. E spesso la risposta più utile arriva dagli altri genitori: quelli che l’anno scorso erano al posto vostro.

Correre, saltare, rotolare, cambiare direzione, afferrare una palla che rimbalza come vuole lei: il minirugby è un multisport naturale, tra le attività più complete che esistano per l’età 4–12. E il contatto — che arriva solo per gradi, con regole precise — insegna una cosa che nessun altro sport insegna così bene: a non avere paura.
Alto, minuto, robusto, velocissimo, timido o vulcanico: nel rugby ogni bambino trova il suo ruolo, e chi non si è trovato in altri sport qui spesso si sente finalmente a casa. Nel minirugby non esistono panchinari — giocano tutti, sempre — e nessuna azione riesce da soli. È anche per questo che il rugby, per cultura, non conosce bullismo.
L’arbitro non si discute, l’avversario si applaude, e a fine partita c’è il terzo tempo: la merenda insieme a chi hai appena affrontato. Nel rugby di base non ci sono classifiche che contano — l’obiettivo dei nostri educatori, formati FIR, non è vincere: è far crescere. Si torna a casa stanchi, sporchi d’erba e felici. Che è esattamente il punto.
Il Valsugana è un club fatto di volontari: genitori, ex giocatori, educatori che ad Altichiero sono cresciuti e non se ne sono mai andati. Il terzo tempo qui non finisce col fischio finale: continua a bordo campo, in club house, nelle trasferte e nelle feste — e vale anche per voi genitori, che tra una merenda e un torneo vi ritroverete parte di una comunità.
Non lo diciamo noi: lo dicono le famiglie arrivate anni fa “solo per provare”, ancora qui con il secondo figlio in campo e il primo che ormai allena. Chi trova il Valsu non lo lascia più.

No: l’ingresso è libero. Venite quando volete tra le 16:00 e le 17:30, anche solo per dare un’occhiata.
Agli Open Days si gioca senza contatto: percorsi, giochi, palloni morbidi e in gommapiuma. Nel minirugby il contatto viene introdotto per gradi, con regole per ogni età e educatori formati dalla Federazione.
Niente di particolare: vestiti comodi e scarpe da ginnastica se vostro figlio vuole provare. Tutto il materiale lo mettiamo noi.
Se il rugby conquista vostro figlio, lo staff vi spiega tutto su iscrizioni e orari — con calma, in segreteria, senza fretta di decidere il giorno stesso. E la prima settimana di settembre ci sono anche i Try Days, tre mattine gratuite di prova.
Campo aperto, educatori in campo, zero impegno. Venite a vedere — e se vostro figlio vuole, si prova.
Tre cose, tutte in contemporanea. Scegliete voi da dove cominciare:

Dai 3 anni: telone paracadute, percorsi morbidi, palloni size 3 e in gommapiuma. Fantasia e giochi di squadra, con educatori dedicati.

Le squadre si allenano davvero — e i nuovi vengono inseriti in veri allenamenti di prova: il gruppo, gli educatori, il gioco. Da dentro.

Si guarda l’allenamento, si gira per gli impianti, si conoscono le altre famiglie davanti a un caffè in club house. E per ogni domanda, lo staff è lì.
Correre, saltare, rotolare, afferrare: tra le attività più complete per i 4–12 anni.
Il contatto arriva per gradi e in sicurezza: così si impara a non avere paura.
Nel minirugby non esistono panchinari. E il rugby, per cultura, non conosce bullismo.
L’arbitro non si discute, l’avversario si applaude — e poi merenda tutti insieme.
E al Valsu si entra in famiglia: un club di volontari dove il terzo tempo non finisce col fischio — vale anche per i genitori. Chi trova il Valsu non lo lascia più.
7 · 8 · 9 settembre, 8:00–12:30 — tre mattine gratuite con merenda, la settimana prima degli Open Days. Prenotazione obbligatoria.
No: l’ingresso è libero. Venite quando volete tra le 16:00 e le 17:30, anche solo per dare un’occhiata.
Agli Open Days si gioca senza contatto: percorsi, giochi, palloni morbidi e in gommapiuma. Nel minirugby il contatto viene introdotto per gradi, con regole per ogni età e educatori formati dalla Federazione.
Niente di particolare: vestiti comodi e scarpe da ginnastica se vostro figlio vuole provare. Tutto il materiale lo mettiamo noi.
Se il rugby conquista vostro figlio, lo staff vi spiega tutto su iscrizioni e orari — con calma, in segreteria, senza fretta di decidere il giorno stesso.
Valsugana RugbyUn sabato al campo per scoprire il rugby: si viene, si guarda, si prova. Ingresso libero.

16:00 – 17:30Centro Sportivo Valsugana
Via Querini 7/D · Padova
Ingresso libero, senza prenotazione
Tre cose, tutte in contemporanea — scegliete voi da dove cominciare:

Telone paracadute, percorsi morbidi, palloni size 3 e in gommapiuma. Fantasia e giochi di squadra, con educatori dedicati.

Le squadre si allenano davvero — e i nuovi entrano in veri allenamenti di prova: il gruppo, gli educatori, il gioco. Da dentro.

Si guarda l’allenamento e si conosce l’ambiente girando per gli impianti. La club house è aperta per una merenda o un aperitivo con le altre famiglie — e per ogni domanda, lo staff è lì.
Lo sport più completo per crescere — nel corpo e nel carattere:

La risposta è una scala che sale: si parte dai trofei, si arriva a chi siamo.
Il miglior club giovanile di Padova? I numeri dicono di sì:
Ma i trofei sono una conseguenza. Nascono da come si sta in campo ogni settimana: educatori formati FIR, regole chiare, comportamenti curati quanto la tecnica. È così che i bambini diventano capaci — col corpo e con la testa.
E sotto tutto questo c’è ciò in cui crediamo — scritto nero su bianco nella nostra Carta Etica:
I risultati si vincono, l’ambiente si costruisce, i valori si vivono. Un bambino che cresce così impara la cosa più importante: essere del Valsu.

E al Valsu si entra in famiglia: un club di volontari dove il terzo tempo non finisce col fischio — e vale anche per i genitori. Chi trova il Valsu non lo lascia più.
7 · 8 · 9 settembre, 8:00–12:30 — tre mattine gratuite con merenda, la settimana prima degli Open Days. Prenotazione obbligatoria.
No: l’ingresso è libero. Venite quando volete tra le 16:00 e le 17:30, anche solo per dare un’occhiata.
Agli Open Days si gioca senza contatto: percorsi, giochi, palloni morbidi e in gommapiuma. Nel minirugby il contatto viene introdotto per gradi, con regole per ogni età e educatori formati dalla Federazione.
Niente di particolare: vestiti comodi e scarpe da ginnastica se vostro figlio vuole provare. Tutto il materiale lo mettiamo noi.
Se il rugby conquista vostro figlio, lo staff vi spiega tutto su iscrizioni e orari — con calma, in segreteria, senza fretta di decidere il giorno stesso.
Un sabato al campo per scoprire il rugby: si viene, si guarda, si prova. Senza prenotare, senza impegno.
🎉 E sabato 12 c’è di più: inauguriamo il nuovo stadio — la festa che apre la stagione!
📅 Salva la data
Tre situazioni, tutte in contemporanea — ognuno trova la sua:

Telone paracadute, percorsi morbidi, palloni size 3 e in gommapiuma. Fantasia e giochi di squadra, con educatori dedicati.

Le squadre si allenano davvero — e i nuovi entrano in veri allenamenti di prova: il gruppo, gli educatori, il gioco.

Si guarda l’allenamento, si gira per gli impianti — e la club house è aperta per una merenda o un aperitivo con le altre famiglie.
La risposta è una scala che sale: si parte dai trofei, si arriva a chi siamo.
Il miglior club giovanile di Padova? I numeri dicono di sì:
Campionesse d’Italia con le Valsugirls (6° scudetto della storia), campioni d’Italia con l’Under 18 (secondo consecutivo), Under 16 in finale nazionale.
Ma i trofei sono una conseguenza. Nascono da come si sta in campo ogni settimana: educatori formati FIR, regole chiare, comportamenti curati quanto la tecnica. È così che i bambini diventano capaci — col corpo e con la testa.

E sotto tutto questo c’è ciò in cui crediamo — scritto nero su bianco nella nostra Carta Etica:
I risultati si vincono, l’ambiente si costruisce, i valori si vivono. Un bambino che cresce così impara la cosa più importante: essere del Valsu.
No: l’ingresso è libero. Venite quando volete tra le 16:00 e le 17:30, anche solo per dare un’occhiata.
Agli Open Days si gioca senza contatto: percorsi, giochi, palloni morbidi e in gommapiuma. Nel minirugby il contatto viene introdotto per gradi, con regole per ogni età e educatori formati dalla Federazione.
Niente di particolare: vestiti comodi e scarpe da ginnastica se vostro figlio vuole provare. Tutto il materiale lo mettiamo noi.
Se il rugby conquista vostro figlio, lo staff vi spiega tutto su iscrizioni e orari — con calma, in segreteria, senza fretta di decidere il giorno stesso.
Non è una prenotazione — l’ingresso resta libero. Ma sapere quanti bambini arrivano ci aiuta a preparare campi, palloni e merende.

7 · 8 · 9 settembre, 8:00–12:30 — tre mattine gratuite con merenda, la settimana prima degli Open Days. Prenotazione obbligatoria.