Non solo rugby: l’intervista al performance director Jacopo Forza

Nel rugby di oggi una figura che sta assumendo sempre più importanza è quella del Preparatore Atletico, ormai indispensabile per organizzare, insieme all’allenatore, la preparazione nel pre season e gli allenamenti settimanali in modo da portare i giocatori alla forma perfetta.

Da metà stagione scorsa il preparatore fisico della prima squadra del Valsugana Rugby è Jacopo Forza, preparatore atletico laureato in scienze motorie, specializzato in “Strength & Conditioning” ed in posturologia. Da quest’anno non solo si occuperà della preparazione fisico/atletica della prima squadra ma ricoprirà anche il ruolo di preparatore fisico di under 18, under 16 e senior femminile assieme ai preparatori atletici Stefan, Pastore, Giacon e Brotto e performance director della preparazione del club .

Ecco quindi un’intervista a Jacopo, per capire come sta preparando al meglio i nostri giocatori.

Ciao Jacopo. Da qualche mese hai iniziato la preparazione delle squadre Seniores del Valsu, ci spieghi nel dettaglio in cosa consiste il tuo ruolo e cosa è stato fatto fino ad ora?

Il mio ruolo nella senior maschile consiste nella preparazione atletica (tecnica di corsa e di cambio di direzione, conditioning metabolico, fitness, ecc.) in campo e nella preparazione fisica (tecnica di pesistica, allenamento della forza, della potenza, ecc.) in palestra.

Credo fermamente che per preparare sul serio una squadra di rugby ci voglia molto molto tempo a disposizione e sono felice di vedere che sia la società che i giocatori me lo stanno concedendo:

Quest’anno abbiamo iniziato la preparazione di Off-Season già due settimane dopo la fine del campionato di TOP 12 e due sole settimane dopo sono iniziati anche gli off-season della femminile e del settore giovanile (U18 ed U16). I principali contenuti dell’off season sono stati il consolidare la tecnica di pesistica olimpica per la prima squadra maschile ed introdurli per la femminile oltre che l’incremento dei livelli di forza nella U18 e del lavoro di tecnica delle “powerlifts” per la 16.

Dal punto di vista atletico, in off-season, la Stefan ha svolto un meticoloso lavoro sulla tecnica di corsa con i Junior presenti ponendo ulteriori basi per l’incremento ed ottimizzazione del bagaglio tecnico del settore giovanile.

Concluso l’off-season abbiamo iniziato il Pre-Season ponendo molto carico fisico/atletico su tutta la squadra, a breve seguirà un ritiro ed un periodo di rigenerazione per affrontare al meglio l’inizio campionato.

Parliamo un po’ di te. Quali esperienze ha avuto prima di approdare al Valsugana?

Ho iniziato la mia attività da preparatore nel Rugby con i Rangers Rugby, prima il settore giovanile e l’anno scorso il senior, nel mentre ho sostenuto una collaborazione con il Cittadella Rugby per un progetto motorio dalla under 6 alla 12, per ampliare i miei orizzonti in questo campo, grazie al DT. Coppo, ho effettuato una collaborazione con l’accademia di Mogliano aiutando con la tecnica di pesistica olimpica. Inoltre, per apprendere dai migliori ho seguito per un anno la preparazione del Mogliano Rugby e, successivamente, per due anni quella della Benetton imparando molto da Da Lozzo, Benvenuto e Vigna, che ringrazio.

Credo fermamente nella formazione del tecnico ed infatti ho seguito vari percorsi di formazione quali il corso da preparatore della FIR, l’intero percorso in federazione di pesistica (percorso che mi ha inoltre dato una grande opportunità rendendomi docente federale), il corso per esperti di preparazione fisica della scuola dello sport, ecc.
A breve inoltre prenderò parte ad un corso di alta specializzazione in posturologia, sperando di trarre spunti utili da spendere al Valsu.

Quanto è importante il rapporto preparatore atletico – allenatore?

Questo è un rapporto essenziale, personalmente cerco di estendere questo rapporto anche al secondo allenatore ed al fisio: in questo periodo per esempio abbiamo chiesto molto ai ragazzi, senza organizzazione sarebbe solo chiedere loro di fare fatica fine a se stessa mentre, se lo staff è coordinato, allora si tratta di chiedere loro fatica per ottenere successivamente performance.
Parlando dell’head coach devo dire che ho trovato in Pedrazzi un tecnico estremamente organizzato e questo sono sicuro sarà un nostro punto forte.

Come organizzi il lavoro durante la settimana?

Dipende. Dipende da veramente molti fattori, in alcune circostanze il preparatore fa la velocità il martedi, l’aerobico il mercoledi e la reattività il venerdì, da noi fortunatamente ci si confronta e si vedono le necessità dei tecnici, si decidono le priorità e purtroppo, a volte, i compromessi e solo dopo si organizza la settimana. Sicuramente adesso, dal punto di vista della preparazione, l’enfasi è sullo sviluppo di forza massimale e condizione aerobica, ma sta già mutando in favore di potenza e lavoro su velocità ed accelerazione.

Nel rugby, come in altri sport, ogni giocatore ha una tempistica e un modo diverso di entrare nella forma ideale per poter giocare al massimo delle sue possibilità. Come si gestisce una situazione del genere? Si diversificano le preparazioni o si cerca, al contrario, di omogeneizzarle?

Si inizia dai test. Poi, una volta esaminata la situazione si decidono le priorità e si vede se ci sono gruppi con priorità diverse oppure no e, se le priorità sono diverse si cerca di capire se è possibile lavorare per gruppi diversi sulle diverse priorità in parallelo. Noi quest’anno abbiamo avuto una situazione abbastanza omogenea e quindi, a parte un gruppo di extra aerobico, la preparazione ha seguito una linea comune.

Quando e in che modo è avvenuto il primo incontro con la #whitebluearmy? Che ambiente hai trovato?

Diciamo che il primo incontro è avvenuto per mezzo della Coach Academy del Valsu, 4 anni fa ero infatti venuto a seguire un corso tenuto da Charl Du Plessis. L’incontro successivo è avvenuto a Novembre quando Polla Roux mi ha chiesto di venire a far fare delle sedute di lotta ai ragazzi della prima squadra, a seguire mi è stato proposto di seguirli in palestra.

Ho trovato l’ambiente che piace a me: gente determinata, niente scuse o alibi ma solo voglia di fare, di fare bene e di faticare per ottenere poi risultati… quando ero atleta questo era lo spirito che mi guidava e non appena ho ritrovato lo stesso spirito su questi ragazzi mi è subito ribollito il sangue!!

Un consiglio ai ragazzi/e per far sì che inizino al meglio la stagione?

Certo, ottimizziamo il recupero!! Siete atleti fenomenali e, come dicevo prima, abbiamo caricato molto, per riuscire a reggere ancora più carico di lavoro dobbiamo ottimizzare i recuperi.

Su questo i ragazzi stanno già lavorando parecchio: a fine seduta di campo vanno in palestra a fare stretching ed auto massaggio, a inizio seduta fanno mobilità in autonomia, dopo le sedute pesanti fanno vasca di ghiaccio. Oltre a questo però si deve gestire il proprio stile di vita da atleti, dall’alimentazione alla qualità del sonno … ed alle ore di “Team Building” al Gasoline (dice ridendo).

Abbiamo parlato molto del settore seniores, ma sappiamo che il Valsugana investe molto nel settore giovanile. Ci sono novità a riguardo? Cologna, il responsabile tecnico del settore giovanile, ci ha anticipato che come coordinatore della preparazione del Valsu hai un progetto per il settore giovanile, ci racconti qualcosa?

L’ intervista è già bella piena di domande e non vorrei fosse troppo lunga però ti anticipo qualcosa: quest’anno abbiamo istituito un team di preparatori che lavoreranno per un fine comune, dando continuità l’uno al lavoro dell’altro e costruendo un bagaglio motorio più completo che mai! L’approccio sarà estremamente semplice. Ci saranno due priorità: le carenze dell’anno precedente saranno una ed i presupposti a ciò che si vorrà allenare nella categoria successiva sarà l’altra.

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